turismica da leggere

le pubblicazioni di Movability Books by SIMTUR

Il masterplan di destinazione


In prima approssimazione, un masterplan di destinazione è un documento strategico da elaborare in modalità open innovation che incontra i propri orientamenti in riferimento ad un’area territoriale vasta ma omogenea, ovvero capace di riconoscersi e percepirsi unitariamente, se possibile già dotata di un marchio d’area caratterizzato da un universo culturale e valoriale da razionalizzare in termini di mercato

Non si tratta di un piano calato dall’alto, né riferito al mandato temporale di qualche amministrazione pubblica, quanto piuttosto un “contratto con la comunità locale” che proietta nel futuro una visione condivisa, esito di un percorso di co-progettazione comunitaria che assuma la consapevolezza delle emergenze, delle priorità di azione, del cruscotto di leve da azionare e della direzione di marcia da assumere per individuare le risorse territoriali che meglio di altre possono favorire l’esperienza di acquisto e di fruizione

DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

Il nuovo ruolo delle DMO


LE DMO COME “CUORE DELLA DESTINAZIONE”
Verso un sistema coerente, omogeneo, integrato e sostenibile di accoglienza, ospitalità e servizio, in grado di fare leva sulle plurali identità territoriali, sulle esperienze di comunità, sui patrimoni materiali e immateriali e sulle “cose belle” che si producono all’ombra dei campanili (e piacciono al mondo).

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piccole patrie


Più profondamente si intende operare nel genius loci delle identità locali e nella coscienza collettiva dei luoghi, più opportunamente devono essere considerate le forme organizzative da assumere.

Senza spaventare nessuno, si introducono i concetti sistemi olonico-virtuali e di decentralized autonomous organizations (DAO) per generare innovative forme di organizzazione dell'offerta territoriale che - indipendentemente dall'abito giuridico - opereranno con la specifica funzione di partenariati locali di sviluppo dell'economia dei visitatori

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lunga vita e prosperità alle aree interne del paese


L’Italia intera è un Paese piccolo piccolo: il suo punto più a nord, tradizionalmente individuato presso la Vetta d’Italia sulle Alpi Aurine, dista soltanto 1.291 chilometri da quello più a sud, Punta Pesce Spada sull’isola di Lampedusa. Un territorio in gran parte montuoso ma ricco di santi, di poeti, di navigatori (anche fluviali) e di costruttori di strade, che hanno consentito a questo piccolo pezzo di terra di accumulare nei secoli una straordinaria varietà di esperienze umane che hanno lasciato tracce numerose e diverse che, stratificandosi, sono diventate paesaggi, tradizioni, culture e opere d’arte: un immenso patrimonio che, per il 60% insiste nel territorio di piccoli Comuni, molti dei quali nelle aree interne, dove un quarto della popolazione totale convive quotidianamente con carenze di servizi essenziali – scuola, sanità, mobilità – e la loro marginalizzazione appare abbastanza grave da essere ritenuta una grande questione nazionale.

Federico Massimo Ceschin attraversa questi luoghi con lentezza e con leggerezza, incontrando situazioni e comunità che hanno molto da raccontare. Dopo decine di pubblicazioni scientifiche, l'autore si cimenta in una narrazione che fa leva non tanto su importanti competenze ed esperienze quanto sulla propria capacità di ascolto, che diventa uno strumento per raccogliere testimonianze e proiezioni di futuro, come rimedi per attraversare il «Bel Paese» anche in tempi di paura e di incertezza.

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